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Liturgia del culto del Venerdì Santo

Liturgia di Madeleine Bodmer, Emidio Campi, Giovanni Catalano, Anna-Maria Cimini, Antonietta Noto, Alicia Salusso, alla Zwinglikirche, venerdì 2 aprile 2021

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In questo culto meditiamo sul significato della morte di Gesù in croce. Lo faremo intercalando la lettura di testi biblici con preghiere, inni, momenti di silenzio e riflessione. Subito dopo seguirà la celebrazione della S. Cena. La abbiamo inserita dopo la benedizione finale e il postludio per permettere ai presenti di partecipare o non partecipare, così come desiderano.

Preludio J. S. Bach Matthäuspassion, «Blute nur, du liebes Herz», BWV 244

Invocazione

Introito e preghiera - Salmo 22

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?  Te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito! Dio mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi, e anche di notte, senza interruzione. Eppure tu sei il Santo, siedi circondato dalle lodi d'Israele. I nostri padri confidarono in te; confidarono e tu li liberasti. Gridarono a te, e furon salvati; confidarono in te, e non furono delusi. Non allontanarti da me, perché l'angoscia è vicina, e non c'è alcuno che m'aiuti. Ma tu, SIGNORE, non allontanarti, tu che sei la mia forza, affrettati a soccorrermi. Amen.

Preghiera: Signore Gesù, tu hai vissuto la nostra esistenza, hai conosciuto l’amarezza del sentirsi solo, la paura dell’essere stato abbandonato. Ma la tua speranza non è venuta meno. Tu sai quanto volte ci sentiamo incerti, piene di paura e smarrite. Sii più grande dei nostri dubbi e fa’ risuonare sempre di nuovo la tua Parola che è la sorgente della consolazione e dell’incoraggiamento, di cui ogni giorno abbiamo bisogno. In questo noi confidiamo.

Inno 237


 

1. Lettura [Gesù arrestato e condotto davanti al sinedrio – Matteo 26,47-68]

Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei dodici, e insieme a lui una gran folla con spade e bastoni, da parte dei capi dei sacerdoti e degli anziani del popolo. Colui che lo tradiva, aveva dato loro un segnale, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; prendetelo». E in quell'istante, avvicinatosi a Gesù, gli disse: «Ti saluto, Rabbì!» e lo baciò. Ma Gesù gli disse: «Amico, che cosa sei venuto a fare?» Allora, avvicinatisi, gli misero le mani addosso e lo presero.

Ed ecco, uno di quelli che erano con lui, stesa la mano, prese la spada, la sfoderò e, colpito il servo del sommo sacerdote, gli recise l'orecchio. Allora Gesù gli disse: «Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada. Credi forse che io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in questo istante più di dodici legioni d'angeli? Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?»

In quel momento Gesù disse alla folla: «Voi siete usciti con spade e bastoni, come contro un brigante, per prendermi. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare e voi non mi avete preso; ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli l'abbandonarono e fuggirono.

Quelli che avevano preso Gesù, lo condussero da Caiafa, sommo sacerdote, presso il quale erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro lo seguiva da lontano, finché giunsero al cortile del sommo sacerdote; ed entrò, mettendosi a sedere con le guardie, per vedere come la vicenda sarebbe finita.

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù per farlo morire; e non ne trovavano, benché si fossero fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente, se ne fecero avanti due che dissero: «Costui ha detto: "Io posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni"». E il sommo sacerdote, alzatosi in piedi, gli disse: «Non rispondi nulla? Non senti quello che testimoniano costoro contro di te?» Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». Gesù gli rispose: «Tu l'hai detto; anzi vi dico che da ora in poi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza, e venire sulle nuvole del cielo». Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: «Egli ha bestemmiato; che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la sua bestemmia; che ve ne pare?» Ed essi risposero: «È reo di morte». Allora gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni e altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «O Cristo profeta, indovina! Chi ti ha percosso?»

Riflessione: A Giuda che stava per tradirlo, Gesù dice: “Amico, che sei venuto a fare?». Noi siamo volubili con i nostri affetti: come Giuda, che tradisce l'amicizia del Cristo, come Pietro che nonostante le sue ripetute dichiarazioni di fedeltà a Gesù, poi lo rinnega. Cristo non tradisce mai noi, anche quando ci rivoltiamo contro di lui, anche quando lo neghiamo e rinneghiamo. Davanti ai suoi occhi e al suo cuore noi siamo e restiamo sempre gli «amici» del Signore. L’evangelo è tutto qui, in questa parola “amico/amica” detta a dei poveri Giuda e Pietro come noi.  Possa questa dichiarazione di amicizia sincera ed eterna non disperdersi nel frastuono spesso confuso delle voci che ci circondanp e illuminare ogni giorno ed ogni ora della nostra vita.

Inno 99, 1-3


2. Lettura [Gesù consegnato nelle mani di Pilato – Marco 15,1-19]

La mattina presto, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato.

Pilato gli domandò: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose; e Pilato di nuovo lo interrogò dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!» Ma Gesù non rispose più nulla; e Pilato se ne meravigliava. Ogni festa di Pasqua Pilato liberava loro un carcerato, quello che la folla domandava. Vi era allora in prigione un tale, chiamato Barabba, insieme ad alcuni ribelli, i quali avevano commesso un omicidio durante una rivolta. La folla, dopo essere salita da Pilato, cominciò a chiedergli che facesse come sempre aveva loro fatto. E Pilato rispose loro: «Volete che io vi liberi il re dei Giudei?» Perché sapeva che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba. Pilato si rivolse di nuovo a loro, dicendo: «Che farò dunque di colui che voi chiamate il re dei Giudei?» Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!» Pilato disse loro: «Ma che male ha fatto?» Ma essi gridarono più forte che mai: «Crocifiggilo!» Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, perché fosse crocifisso.

Allora i soldati lo condussero nel cortile interno, cioè dentro il pretorio, e radunarono tutta la coorte. Lo vestirono di porpora e, dopo aver intrecciata una corona di spine, gliela misero sul capo, e cominciarono a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!» E gli percotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, mettendosi in ginocchio, si prostravano davanti a lui.

Riflessione: Il sinedrio, la massima autorità religiosa, e la folla pretesero da Pilato che Tu, o Signore, fossi crocifisso. Benché non trovassero alcuna colpa in Te, liberarono Barabba, colpevole, e condannarono Te, il Giusto. Ma Tu dicesti: perdona loro, perché non sanno quello che fanno. La tua ultima preghiera ci interpella e ispira a chiederti: Padre, perdonaci, perché così spesso anche noi non sappiamo ciò che facciamo. Fa’che sappiamo ricominciare sempre di nuovo ad essere tue figlie e tuoi figli per essere testimoni del tuo perdono.

Inno 99, 4 -5


3. Lettura [La crocifissione di Gesù – Giovanni 19,17-30]

Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, giunse al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, dove lo crocifissero, assieme ad altri due, uno di qua, l'altro di là, e Gesù nel mezzo.

Pilato fece pure un'iscrizione e la pose sulla croce. V'era scritto: GESÙ IL NAZARENO, IL RE DEI GIUDEI. Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e l'iscrizione era in ebraico, in latino e in greco. Perciò i capi dei sacerdoti dei Giudei dicevano a Pilato: «Non lasciare scritto: "Il re dei Giudei"; ma che egli ha detto: "Io sono il re dei Giudei"». Pilato rispose: «Quello che ho scritto, ho scritto».

I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato. Presero anche la tunica, che era senza cuciture, tessuta per intero dall'alto in basso. Dissero dunque tra di loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocchi»; affinché si adempisse la Scrittura che dice: «Hanno spartito fra loro le mie vesti, e hanno tirato a sorte la mia tunica». Questo fecero dunque i soldati.

Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena. Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!» Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!» E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era già compiuta, affinché si adempisse la Scrittura, disse: «Ho sete». C'era lì un vaso pieno d'aceto; posta dunque una spugna, imbevuta d'aceto, in cima a un ramo d'issopo, l'accostarono alla sua bocca. Quando Gesù ebbe preso l'aceto, disse: «È compiuto!» E, chinato il capo, rese lo spirito.

Raccoglimento (c. 2 minuti in silenzio, senza musica)

Inno 102, 1-3


Un Credo per il nostro tempo (Emidio)

Tu ci sei.
Sono convinto che tu ci sei
accanto alle persone che muoiono sole,
sole, con a volte incollato
sul vetro della rianimazione
il disegno di un nipote,
un cuore, un bacetto, un saluto.
Tu ci sei, vicino a ognuno di loro,
tu ci sei, dalla loro parte mentre lottano,
tu ci sei e raccogli l’ultimo respiro,
la resa d’amore a te.

Tu ci sei, muori con loro per portarli lassù
dove con loro sarai in eterno, per sempre.
Tu ci sei,
amico di ogni amico che muore
a Bergamo, in Lombardia, in ogni parte
del nostro tormentato paese.
Tu ci sei e sei tu che li consoli,
che li abbracci, che tieni loro la mano,
che trasformi in fiducia serena la loro paura.
Tu ci sei, perché non abbandoni nessuno,
tu che sei stato abbandonato da tutti.

Tu ci sei, perché la tua paura,
la tua sofferenza, l’ingiustizia della tua morte,
ha pagato per ciascuno di noi.
Tu ci sei e sei il respiro
di quanti in questi giorni
non hanno più respiro.
Tu ci sei, sei lì, per farli respirare
per sempre.

Sembra una speranza,
ma è di più di una speranza:
è la certezza del tuo amore
senza limiti.  (E. Olivero)


 

4. Lettura [Il seppellimento di Gesù – Luca 23,50-56]

C'era un uomo, di nome Giuseppe, che era membro del Consiglio, uomo giusto e buono, il quale non aveva acconsentito alla deliberazione e all'operato degli altri. Egli era di Arimatea, città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. 52 Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. E, trattolo giù dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo mise in una tomba scavata nella roccia, dove nessuno era ancora stato deposto. Era il giorno della Preparazione, e stava per cominciare il sabato.

Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea, seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come vi era stato deposto il corpo di Gesù. Poi, tornarono indietro e prepararono aromi e profumi. Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento.

Raccoglimento: J. S. Bach, Matthäuspassion  «Wir setzen uns in Tränen nieder».


 

Preghiamo come il Crocifisso ci ha insegnato a fare:

Padre nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà

come in cielo anche in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

e rimetti a noi i nostri debiti

come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci esporre alla tentazione

ma liberaci dal Male.

Tuo è il regno, la potenza e la gloria nei secoli dei secoli.  Amen.


Benedizione

Il Signore Dio ti benedica e ti protegga!

Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!

Il Signore volga verso di te il suo volto e ti dia la pace! Amen

Postludio 1    J. S. Bach, Matthäuspassion, «Erbarme dich, mein Gott»

 


 

CENA DEL SIGNORE

Istituzione

Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, fatta la benedizione, lo spezzò e, dandolo ai suoi discepoli, disse: Prendete, mangiate, questo è il mio corpo. Poi, preso il calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati. Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò di nuovo con voi nel Regno del Padre mio. (Matteo 26,26-29).

Preghiera di lode

Padre, è giusto e buono renderti gloria e dirti la nostra riconoscenza per l’opera di Gesù Cristo, tuo Figlio. Per questo, insieme con tutta la tua chiesa e i testimoni di ogni epoca, noi proclamiamo la tua santità, la tua gloria e la tua misericordia. Amen

Inno 214, 1-4 (a bocca chiusa)

Invocazione dello Spirito Santo

Dio di bontà, manda su di noi il tuo Spirito, perché possiamo riconoscere attraverso questi segni del pane e del vino ci accogli nella comunione con il tuo Figlio Gesù Cristo, che ha dato se stesso per farci partecipare alla tua vita.

Frazione

Il pane che spezziamo è la comunione con il corpo di Cristo che è stato dato per noi. Il calice della benedizione per il quale rendiamo grazie è la comunione con il sangue di Cristo che è stato versato per noi

Invito

Gesù ci invita alla sua mensa. Tutti coloro che riconoscono la sua voce accolgano il suo invito, partecipino alla comunione con lui e gli uni con gli altri, per formare un solo corpo. Venite, tutto è pronto.

Comunione

Rendimento di grazie e intercessione (assemblea in piedi)

Signore, tu ci hai accolti alla tua mensa; noi ti diciamo la nostra riconoscenza. Rendi la nostra vita un riflesso del tuo amore. Ti preghiamo per coloro che in queste ore soffrono a causa della pandemia e per coloro che si spendono nell’assistenza. Ti preghiamo per coloro che sono vittime della violenza, individuale e collettiva. Ti preghiamo per le popolazioni che sono oppresse, la cui oppressione si accompagna alla distruzione della loro cultura e del loro modo di vivere. Signore, metti un limite alle azioni disumane e fa’ che noi cristiani impariamo a riconoscere le nostre responsabilità e a contribuire alla salvaguardia dell’umanità e del creato. Nel nome di Gesù, che ci chiama a una nuova umanità. Amen.

Benedizione

Il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, vi perfezioni egli stesso, vi renda fermi, vi fortifichi stabilmente. A lui sia la potenza, nei secoli dei secoli. Amen. (1 Pietro 5,10-11)

Postludio 2   J. S. Bach, Matthäuspassion, «O Haupt voll Blut und Wunden»

 

 

 

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