Hugenotten-Medaillon im "Grossen Haus" am Fronwagplatz: Schaffhausen

Hugenotten-Medaillon im "Grossen Haus" am Fronwagplatz: Schaffhausen
di Giorgio Girardet
«Der Sommer war gross», così inizia una celeberrima poesia di Rainer Maria Rilke sull’avvento dell’autunno. Dopo l’estate appena passata ci rammenta che «l’estate è stata calda, caldissima, anzi». E questo calore è “frutto” delle nostre immissioni di CO₂ nell’ambiente. Da più di cento anni il meccanismo è stato scientificamente chiarito: bruciando carburanti fossili si aumenta il tasso di CO₂ nell’atmosfera, che reagisce come una serra. Fa entrare il calore del Sole e lo mantiene.
«Il faut souffrir et espérer» sta scritto sopra il «Viandante ugonotto» in una casa a Sciaffusa. Dobbiamo soffrire e sperare. Però forse sperare non basta, non è adeguato a una visione del mondo illuminata e scientifica. Si potrebbe anche… agire.
Dal 2007 le chiese cristiane indirizzano le loro preghiere alla salvaguardia del creato. L’iniziativa venne dalle Chiese ortodosse, per le quali il 1° settembre incomincia l’anno liturgico. Si stabilì un arco di tempo che termina con la festa di San Francesco, il 4 ottobre, che quest’anno cade di domenica. In questo arco di tempo ricorre anche il digiuno federale, ossia la Giornata federale di ringraziamento, pentimento e preghiera.
E il 27 settembre, nella Chiesa riformata del Cantone di Zurigo, si voterà sul controprogetto all’iniziativa, che prevede di obbligare la Chiesa e le sue comunità a raggiungere il bilancio netto zero delle emissioni di CO₂ degli edifici entro il 2035.