In memoria di Giacomo Noto

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Il 1° luglio 2026 è venuto a mancare a Winterthur Giacomo Noto (1945-2026). La Chiesa valdese di Zurigo si stringe con affetto attorno alla moglie Antonietta, alla figlia Debora con il marito Ermes, ai nipoti Kevin e Jason e a tutti i familiari, condividendone il dolore.

Nato nel 1945, trascorse l'infanzia e l'adolescenza presso l'Istituto metodista Casa Materna di Portici, dove ricevette la sua formazione professionale. Nel 1965 emigrò in Svizzera. La fede evangelica lo portò nella chiesa valdese di Zurigo, che divenne la sua comunità. Qui conobbe Antonietta, proveniente dalla chiesa valdese di Colleferro, che sposò nel 1971. Due anni dopo nacque la loro figlia Debora. La famiglia fu il centro della sua vita e la sorgente della sua gioia.

La sua vita si è svolta senza clamore. Nella fedeltà alle responsabilità quotidiane molti hanno imparato a conoscere la ricchezza della sua umanità. Per lunghi anni ha lavorato come tecnico della Swissair, dove è stato stimato per la competenza, la precisione e l'affidabilità. Ha partecipato con convinzione anche alla vita civile, animato da un forte senso del bene comune e da una particolare attenzione verso le persone e le situazioni più fragili.

Nella comunità valdese ha offerto il proprio servizio con generosità, assumendo nel corso degli anni diversi incarichi. Fino agli ultimi giorni, insieme alla moglie Antonietta, si è dedicato a visitare le persone anziane e ammalate e ad accogliere gli ospiti di passaggio e i nuovi arrivati nella comunità. Ha inoltre curato la comunicazione della chiesa attraverso i social media, mettendo a disposizione tempo, capacità ed esperienza.

Ha coltivato per tutta la vita una viva curiosità intellettuale. Ha saputo costruirsi una solida cultura personale, nutrita dalla lettura assidua della Scrittura, dallo studio e dall'incontro con persone e realtà diverse. Ha amato la storia, la teologia, l'arte e la musica; ha seguito con interesse il dibattito sul cristianesimo contemporaneo e sulle grandi religioni. I numerosi viaggi, resi possibili anche dalla sua professione, hanno alimentato il desiderio di conoscere popoli, culture e modi diversi di vivere. Conversare con lui è sempre stato un'occasione di arricchimento: ascoltava con attenzione, poneva domande, cercava di comprendere prima di esprimere un giudizio.

Chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto il suo tratto gentile, il sorriso sereno, la disponibilità all'ascolto e una fede vissuta con semplicità, senza ostentazione. La sua presenza era discreta, ma capace di infondere fiducia e serenità.

Per questo la sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella nostra comunità. Ringraziamo il Signore per il dono della sua vita, confidando nella promessa della risurrezione, che illumina il nostro dolore e sostiene la nostra speranza.

Il funerale ha avuto luogo lunedì 13 luglio presso la chiesa riformata di Pfungen (ZH).

Emidio Campi

 

 

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